Non è una previsione. Non è marketing.

È un dato reale: il 91% dei leader del customer service è sotto pressione dalla propria dirigenza per implementare l’AI.

La fonte non è una startup o un vendor, ma una rilevazione Gartner condotta su 321 responsabili del customer service nell’ottobre 2025.

Da “serve davvero?” a “perché non ce l’abbiamo ancora?”

Solo un anno fa, nelle riunioni aziendali, la domanda era ancora prudente:
“Ha davvero senso introdurre l’AI?”

Oggi il tono è completamente cambiato:
“Perché non l’abbiamo ancora implementata?”

Questo cambio di prospettiva è evidente anche lavorando sul campo. Le aziende italiane nei settori utility, sanità e trasporti stanno vivendo una trasformazione molto concreta: il tema non è più esplorativo, ma operativo.

Il board non chiede più test o prototipi. Chiede risultati.

Il nuovo scenario: risultati entro 12 mesi

Uno degli aspetti più interessanti è la tempistica.

Fino a poco tempo fa, i progetti AI venivano immaginati come percorsi lunghi, spesso di 2–3 anni, con fasi di sperimentazione e test.

Oggi invece il paradigma è diverso:
le aziende vogliono risultati misurabili entro 12 mesi.

Questo cambia completamente l’approccio:

  • meno sperimentazione teorica
  • più implementazione concreta
  • focus su use case chiari e immediatamente applicabili

Le vere domande oggi

Il punto non è più capire se adottare l’AI nel customer service.

La domanda si è spostata su un piano molto più pratico e strategico.

Le aziende oggi si chiedono:

  • Quale processo automatizzare per primo?
  • Qual è il ROI atteso e come lo misuriamo?
  • Quale livello di supervisione umana mantenere (human-in-the-loop)?

Sono domande molto più mature, perché implicano che la decisione sia già stata presa: l’AI farà parte del processo.

Il ruolo della voce: l’AI sulla linea telefonica

Il telefono resta un canale centrale nel customer service, soprattutto per richieste urgenti, complesse o difficili da gestire via chat.

Qui l’AI può generare un impatto immediato. Gli Agent AI vocali gestiscono il primo contatto, rispondono alle domande frequenti, raccolgono informazioni, qualificano le richieste e si integrano con CRM, calendari o database.

Non sostituiscono il team umano: lo alleggeriscono dalle attività ripetitive, lasciando agli operatori le conversazioni che richiedono competenza, empatia o decisione.

Per molte aziende, partire dalla voce significa ridurre chiamate perse, velocizzare le risposte e gestire meglio i picchi di traffico.

Un cambiamento già in atto

Il dato del 91% mostra che l’AI è già una priorità per molte aziende. La richiesta non è più sperimentare, ma ottenere risultati concreti e misurabili.

Nel customer service questo significa scegliere processi chiari: richieste ricorrenti, primo contatto telefonico, smistamento chiamate, supporto fuori orario o recupero delle chiamate perse.

Le aziende più efficaci non automatizzano tutto subito. Partono da un caso d’uso preciso, lo misurano, lo migliorano e poi estendono l’adozione in modo graduale.